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giovedì 12 febbraio 2009

Vivere o Morire

Il caso della tragica morte di Eluana Engalro mi ha dato lo stimolo di scrivere nuovamente dopo una lunga pausa.
La vicenda è ormai nota: una donna in coma da 17 anni è stata lasciata morire di fame e di sete.
Tra me e me pensavo che potesse bastare questo, quali polemiche, quali giustificazioni, quali artifizi dialettici potevano giustificare una morte cosi' tragica e crudele?
Eppure c'è qualcuno che si è ostinato a lottare per l'affermzione di un'ideologia, l'ideologia del materialismo, l'idelologia del razionalismo, l'ideologia del nihilismo.
Chi può scegliere se una vita è più o meno degna di questo mondo e ancor di più chi può decidere se una persona deve vivere o morire?
Ogni uomo di buon senso avrebbe un gran da fare a trovare una risposta, probabilmente la maggior parte di noi non ne darebbe alcuna ma sicuramente nessuno avrebbe la presunzione di scegliere al posto di altri.
Questa volta però il buon senso è stato messo da parte, ogni dubbio accantonato e un tribumale amministrativo (TAR), ha decretato la morte di una donna, innalzata a sacrificio dell'ideologia della morte.
Attorno a questa vicenda si è aperto un grande confronto politico istituzionale, il governo ha approvato un decreto legge con il quale si stabiliva che nessuno poteva essere privato dell'alimentazione e dell'idratazione ma il Presidente della Repubblica, nel pieno delle sue funzioni, non ha firmato il decreto invalidandone l'efficacia poichè paventava conflitti di potere con la magistratura che aveva già deciso per la morte di Eluana.
A questo punto se dovessi scegliere da che parte stare non avrei alcun dubbio, all'oscurità della morte preferirei senza alcun dubbio la luce della vita.

Pasqualino Favoriti

lunedì 17 settembre 2007

...Antipolitica....

Dopo la discesa in campo di Rizzo e Stella con "La Casta" sembra di nuovo tornato di moda il tema dell'antipolitica, come se non bastasse, al centro della cronaca di questi giorni è tornato alla ribalta Beppe Grillo che, grazie alla sua straordinaria intuizione, è riuscito a catalizzare le energie positive dei giovani di questo paese in una becera campagna populistica di aggressione alla politica a tutti i livelli.

Le persone di buona memoria non avranno certo dimenticato che gli stessi toni venivano utilizzati nel dopo manipulite con lo scopo evidente di rimpiazzare la politica con una struttura paraburocratica che è per l'appunto l'antipolitica.

Chi oggi si scaglia ciecamente contro la politica forse non sa che in Italia c'è anche chi fa politica sulle proprie spalle e per i propri ideali.

E' senza dubbio errato negare il degrado che affligge la nostra classe dirigente ma piuttosto che limitarsi a urlare slogan più o meno accattivanti è necessario incamminarsi verso un processo di rinnovamento che permetta di non buttare a mare quanto di buono è stato fatto.

Io ritengo che il modo per promuovere questa transizione passa attraverso la riscoperta dei valori e dei principi che devono essere alla base dell'etica di chi governa.

Ai nostri politici dobbiamo ricordare che non si scende in campo lasciandosi portare per mano dall'ambizione ma la scelta di mettersi al servizio della comunità deve essere supportata dalla forza di un progetto di idee e di valori.

E' arrivata finalmente l'ora del cambiamento, è arrivato il momento per noi giovani di penetrare nei meccanismi della politica ad ogni livello possibile, é arrivato il momento di diventare finalmente protagonisti del nostro futuro.

Blog di politica e attualità